Barnaba e L’Orchestrina del Vento Storto “Il Ballo della Banderuola”
In cima al pinnacolo del campanile
luccica un gallo di latta sottile,
sopra un teatro di fango febbrile
gira e s’abbaglia nel sole infantile!
Vira a mancina, vira a dritta,
la sua condanna è un’orbita fitta,
tutto il giorno rantola e gira
laddove il soffio del vento lo tira!
È un vate di ferro, sta ben appostato,
scruta il peccato d’ogni vicinato:
vede il curato, il borgomastro e il vate,
tutti a inseguire chimere sgangherate.
Ma se la tramontana muta il cammino,
ecco che cambia pure il destino!
Chi era dritto si spezza e si piega,
in questa danza che tutti ci lega!
Sotto le tegole, tra ombre e piazzette,
c’è chi sta muto e chi fa scommesse,
chi s’inchina al vento come spiga al temporale
con le tasche bucate e un sogno banale.
E il galletto, cinico e un poco barone,
ride dall’alto di ogni ambizione:
“Chi si vanta d'essere un pezzo di roccia,
è il primo che svende la sua ultima goccia!”
Quando la brezza s’ammala e s’addorme,
resta un relitto, un ammasso di forme,
ma nel suo petto di stagno e di ruggine
sogna un uragano che rompa l’abitudine.
Perché restare immobili è un fiero castigo,
chi non si volge non trova un amico!
E giù nel borgo, tra i fumi e la fiera,
la gente imita questa bandiera,
ché la vita è un cencio che non spira mai…
ma balla sempre dove il vento tira!
Gira, galletto! Gira!
©️Cassino Domenico Ralph



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